GALENOsalute-segreteria: secondo semestre …

Laura non c’è, è andata via, Laura non è più … in segreteria. Scherzando sul testo di una canzone di Nek del 1997, voglio informarVi che alla nostra Segreteria c’è stato un avvicendamento.

Da oggi, Laura Pipitone infatti ci ha lasciato per cedere il posto a Giovanna Pellegrino.

Alla prima, che speriamo abbia tratto dall’esperienza in GALENOsalute, seppur breve, qualcosa di positivo, auguriamo un mondo di bene per il nuovo lavoro.

Alla seconda, un in bocca al lupo per il nuovo lavoro in GALENOsalute, con l’augurio che possa crearsi le basi per un radioso avvenire.

A Voi tutti che periodicamente ci seguite Vi invitiamo ad inviarci i Vs. commenti.


 

Parliamo di colon irritabile con …

Questa settimana tratteremo di COLON IRRITABILE con il dott. Elio Sciarrino, docente della Scuola di Specializzazione in Gastroenterologia dell’Università di Palermo, nostro Ospite in GALENOsalute.

 

La sindrome del “colon irritabile” interessa circa il 25% della popolazione italiana, con una prevalenza doppia nel sesso femminile. La fascia di età più colpita è quella fra i 30 ed i 45 anni, probabilmente la più esposta ai fattori che provocano la sindrome: stile di vita frenetico, stress, ansia, alimentazione scorretta e disordinata. Non si tratta di una vera e propria “malattia”, ma di un disturbo “funzionale”, cioè di un insieme di fastidi legati ad alterata motilità del colon, in assenza di alterazione anatomica: gonfiore addominale, meteorismo, dolore, irregolarità nelle evacuazioni, stitichezza alternata a diarrea (o una sola di queste). L’entità dei sintomi è variabile, da una recente indagine su 7000 pazienti affetti da “colon irritabile” condotta dall’AIGO (Associazione Italiana Gastroenterologi Ospedalieri) risulta che nel 72% dei casi i disturbi condizionano la qualità della vita.

Questi sintomi possono nascondere una patologia più seria, di tipo “organico” ? Certamente sì, in particolare nei giovani si può ipotizzare la presenza di una malattia infiammatoria cronica dell’intestino all’esordio. Una attenta raccolta della storia clinica può comunque in alcuni casi consentire al medico di porre la diagnosi: esistono dei criteri formulati da un gruppo di esperti, riuniti a Roma nel 1992, e successivamente nel 1999 e nel 2005 (da qui il nome Criteri di Roma III), che consentono nelle persone in giovane età, in assenza di fattori di rischio e di sanguinamento rettale, di porre diagnosi senza ricorrere ad altre indagini. Nei casi dubbi, o sopra i 45 anni, è consigliabile eseguire una colonscopia per escludere altre forme patologiche o la presenza di tumori del colon.

Una volta posta la diagnosi, cosa fare ? Le armi da utilizzare in prima battuta sono la modificazione dello stile di vita e delle abitudini alimentari. E inutile eliminare questo o quel particolare alimento, perché è l’assunzione di cibo in sé a scatenare la sintomatologia nel momento in cui l’intestino viene stimolato. E’ invece opportuno seguire una alimentazione equilibrata, con un discreto apporto di fibre (frutta, verdure), bere almeno un litro e mezzo di acqua al giorno, consumare i pasti seduti senza fretta, aumentare l’attività fisica quotidiana. Solo se questi provvedimenti non sono sufficienti occorre passare alla terapia farmacologica.

Per ciò che concerne altri aspetti, peculiarità ed informazioni Vi invito a contattarci ed approfondire con i nostri ospiti Specialisti.

Dott. Carlo Cottone, Manager GALENOsalute

GAMBE GONFIE PER IL CALDO, TRATTAMENTO E PREVENZIONE

Gambe pesanti, prurito, caviglie gonfie, sottili ed antiestetiche “striscioline” blu che corrono lungo i polpacci, prime avvisaglie di possibili vene varicose future. Secondo una recente indagine condotta in tutta Italia da GFK Eurisko quasi una donna italiana su due deve fare i conti con questi problemi, che si manifestano soprattutto d’estate, in concomitanza con il grande caldo. L’innalzamento della temperatura e l’elevato tasso di umidità favoriscono infatti la vasodilatazione delle vene delle gambe, che tendono quindi ad “allargare” il loro calibro e quindi a diminuire la capacità di “tenuta” delle proprie pareti. Inoltre il calore può anche avere effetti sui sintomi delle vene varicose, peggiorando il gonfiore localizzato in particolare alle caviglie, e il prurito. Oltre a preservare le vene, poi, è fondamentale proteggere il microcircolo delle gambe che del calore estivo. La sofferenza dei capillari, che hanno il compito di consentire gli scambi tra il sangue e le cellule, può infatti rappresentare un fattore in grado di peggiorare ulteriormente la condizione circolatoria delle gambe. Negli ultimi anni le donne italiane hanno preso sempre più a cuore il benessere delle gambe e più frequentemente cercano soluzioni utili per contrastare l’insufficienza venosa e le alterazioni dei capillari. Basti pensare che secondo una recente indagine condotta dall’istituto inglese Millward Brown nel 2007 solo il 18 per cento delle italiane con problemi circolatori alle gambe non ha assunto alcun trattamento specifico. Solo due anni prima, nel 2005 addirittura una donna su tre non pensava ad alcuna cura per il benessere delle gambe. Oggi combattere l’insufficienza venosa e vivere un’estate “tranquilla”, riducendo i disturbi e gli antiestetici gonfiori delle caviglie è possibile semplicemente passando in farmacia e chiedendo consiglio al farmacista. Esistono infatti farmaci disponibili per automedicazione che possono essere indicati proprio dal nostro “alleato” per la salute e consentono sia di controllare al meglio i sintomi sia di favorire la microcircolazione. Ovviamente oltre ai farmaci per automedicazione bisogna tenere presenti alcune buone abitudini che possono aiutare a controllare l’insufficienza venosa e comunque limitare la progressione della malattia. Fondamentale è innanzitutto controllare il peso, associando ad un’alimentazione ricca di frutta e verdure ricche di vitamina C e povera di sale, una regolare attività fisica. In questo senso, soprattutto in estate, vanno privilegiati il nuoto e l’acqua gym perchè questi sport consentono di aumentare l’efficacia della muscolatura del polpaccio, che ha il compito di spingere verso l’alto il sangue attraverso le vene. Inoltre muovendosi in acqua diminuisce la pressione ambientale per le gambe, con vantaggio per la circolazione. Infine utile è anche prestare attenzione alle calzature, e in particolare ai tacchi. Bisogna mantenere la curvatura naturale del piede, per facilitare la funzione di spinta verso l’alto assicurata dai muscoli alle vene: l’optimum è rappresentato da tacchi di circa due centimetri e mezzo.

Marsala, maxi-sequestro alimenti mal conservati

Oltre 60 tonnellate di prodotti alimentari, tra bevande, pasta, riso, zucchero, olio, in cattivo stato di conservazione, perché esposte a contaminazione con ambiente esterno, nonché custodite insieme a cumuli di rifiuti di vario genere (rottami ferrosi, pneumatici fuori uso, rottami legnosi, calcinacci etc.). E’ quanto hanno sequestrato i finanzieri della compagnia di Marsala, in collaborazione con i tecnici dell’Ausl 9 di Trapani, Servizio Igiene degli Alimenti e Nutrizione, in una ditta, nel Comune di Marsala, che commercia prodotti alimentari all’ingrosso. Gli alimenti sono stati trovati in un magazzino di 600 mq in evidente stato di degrado strutturale e igienico-sanitario. In particolare, le pareti e i soffitti erano scrostati in diversi punti, il pavimento aveva ampie zone di mattoni divelti e un’altra parte in battuto di cemento non lavabile né disinfettabile, gli infissi erano in parte divelti e con i vetri mancanti, e i locali erano privi di servizi igienici, di approvvigionamento idrico e di scarichi. Gli accertamenti hanno evidenziato, inoltre, la presenza di un lavoratore in nero, mentre l’esame della posizione amministrativa del responsabile dell’impresa, ha portato alla scoperta dell’assenza di autorizzazioni sanitarie per l’esercizio di commercio all’ingrosso dei generi alimentari. Dopo ulteriori accertamenti presso l’Ufficio Tecnico del Comune di Marsala, si è inoltre scoperto che l’immobile adibito a deposito degli alimenti era stato dichiarato inagibile a causa del pericolo di crolli e cedimenti strutturali e lo stesso ufficio ne aveva disposto immediati provvedimenti di risanamento. Continua a leggere ‘Marsala, maxi-sequestro alimenti mal conservati’

Parliamo di Riabilitazione Vestibolare con …

Questa settimana tratteremo di RIABILITAZIONE VESTIBOLARE con il dott. Leo Di Bartolo, medico specialista in Otorinolaringoiatria e Patologia cervico-facciale, esperto in Vestibologia, nostro Ospite in GALENOsalute.

Nei miei precedenti articoli pubblicati su “Marsala C’è” ho affrontato due diversi argomenti inerenti ai disordini vestibolari di grande impatto sociale non foss’altro che per la loro elevata incidenza sulla popolazione, ovvero la “vertigine parossistica posizionale” e la “malattia di Meniere” ed ho sempre fatto riferimento, seppure in maniera superficiale, ad una modernissima strategia terapeutica che permette all’otoneurologo di risolvere, spesso in modo definitivo o, in ogni caso, di attenuare di molto, i problemi di disequilibrio che affliggono molte persone colpite da patologie vestibolari sia periferiche che centrali: la riabilitazione vestibolare, un concetto che merita a mio parere di essere approfondito. Una corretta riabilitazione infatti consente di ridare a pazienti con pessime qualità di vita (la mancanza di equilibrio è una condizione altamente invalidante) condizioni di vita nettamente migliori. La maggior parte dei problemi di disequilibrio è legata ad una serie di patologie che determinano disfunzioni di vario grado a carico dell’apparato vestibolare, vale a dire del principale sistema sensoriale utilizzato dall’organismo per regolare la postura, cioè la corretta posizione del corpo nello spazio: in una parola, l’equilibrio. La strategia riabilitativa è finalizzata, in funzione del danno esistente e delle patologie in atto, a riprogrammare la funzione dell’equilibrio per far sì che il cervello possa utilizzare non il sistema vestibolare (mal funzionante) ma, in sua vece, altri sistemi sensoriali ancora funzionanti. Il mantenimento della corretta postura si basa infatti su informazioni che provengono per la maggior parte dal sistema vestibolare. Tali informazioni vengono inviate ai nuclei vestibolari che, a loro volta, le trasmettono al cervello. In realtà ai nuclei vestibolari non giungono unicamente informazioni labirintiche, ma anche segnali che provengono dall’apparato visivo e propriocettivo. Mentre tutti conoscono la funzione visiva e ne intuiscono l’importanza ai fini del mantenimento dell’equilibrio, pochi conoscono l’apparato propriocetivo. Per chiarire questo concetto mi avvarrò di un semplice esempio: in questo momento sono seduto ad un tavolo con le gambe incrociate e sto scrivendo al computer, ma non ho bisogno di guardarmi le gambe per conoscerne la posizione. Come mai? La spiegazione sta nel fatto che dai tendini, dai muscoli e dalle articolazioni, partono continuamente informazioni che raggiungono il cervello e lo informano di come è disposto il corpo nello spazio. Questa è la propriocezione, cioè quella funzione sensoriale che, sfruttando prevalentemente le sollecitazioni indotte dalla forza di gravità, informa costantemente il cervello sulla posizione del corpo nello spazio. In condizioni normali il cervello per mantenere l’equilibrio utilizza quasi esclusivamente informazioni provenienti dall’apparato vestibolare; gli altri input sensoriali (visivi e propriocettivi) hanno unicamente un ruolo di completamento dell’informazione, e quindi una funzione del tutto marginale. Appare pertanto logico che qualora si verifichi un danno labirintico il paziente manifesti disequilibrio o vertigine. In questo caso infatti non possono più arrivare al cervello le fondamentali informazioni vestibolari ed il sistema nervoso centrale può utilizzare unicamente informazioni visive e propriocettive, vale a dire informazioni a cui era solito assegnare scarsa rilevanza. Il risultato di tutto ciò è che il sistema posturale non è in grado di funzionare in modo corretto. E’ proprio a questo livello che si inserisce la riabilitazione vestibolare; tale tecnica infatti, mediante una serie di esercizi e condizionamenti, insegna al cervello ad utilizzare per il mantenimento dell’equilibrio non le informazioni vestibolari ma le informazioni visive e propriocettive. Quando si riesce a raggiungere tale obiettivo il problema della mancanza di equilibrio è in gran parte risolto. Infatti il cervello, avendo imparato ad utilizzare informazioni provenienti da sistemi sensoriali integri (visivo e propriocettivo), può nuovamente elaborare una corretta strategia posturale e quindi garantire al paziente un equilibrio del tutto soddisfacente.

Per ciò che concerne altri aspetti, peculiarità ed informazioni Vi invito a contattarci ed approfondire con i nostri ospiti Specialisti.

Dott. Carlo Cottone, Manager GALENOsalute

Asl 9 Trapani, progetto telemedicina per equipaggi pesca

Trapani, 19 giu. (Adnkronos Salute) - Un progetto di telemedicina per il controllo metabolico negli equipaggi dei pescherecci della marineria di Mazara del Vallo. E’ l’iniziativa organizzata dal Distretto sanitario di Mazara del Vallo dell’Asl 9 di Trapani che sarà presentata domenica al Kempiski Hotel Giardino di Mazara del Vallo (Tp). Alla manifestazione - spiega una nota dell’Asl siciliana - è prevista la partecipazione, tra gli altri, dell’assessore regionale della sanità, Massimo Russo; dell’assessore regionale alla pesca, Roberto Di Mauro; e del direttore generale dell’Asl 9, Gaetano D’Antoni.

Dall’Associazione Italiana per lo Studio del Fegato, 10 regole per la salute del fegato in estate.

2 milioni e mezzo di persone con epatite B e C, 21.000 decessi all’anno per cirrosi o tumore, malattie epatiche come principale causa di morte nella fascia d’età tra i 35 e i 44 anni: questi i numeri delle patologie che colpiscono il fegato in Italia.

L’Associazione Italiana per lo Studio del Fegato (AISF) che riunisce i maggiori specialisti italiani di malattie epatiche propone, in vista dell’estate e delle imminenti vacanze, un decalogo di prevenzione, alcune regole semplici da seguire per conservare in salute il proprio fegato.

Le malattie epatiche, legate a stili di vita e comportamenti a rischio, sono in molti casi asintomatiche e hanno un decorso pluri-decennale: in questo quadro, risulta fondamentale una corretta educazione e sensibilizzazione ad adottare comportamenti corretti e ad effettuare screening di controllo.

In occasione dell’estate, oltretutto, molti italiani si apprestano a raggiungere in vacanza Paesi con un tasso di prevalenza particolarmente alto di epatiti.

Ecco allora le regole da seguire per mantenere il fegato sano e proteggerlo da malattie come epatiti, cirrosi, tumore.

  1. Mantieni delle corrette abitudini igieniche. Fai attenzione allo stato di igiene di quello che mangi, quando sei fuori casa e in viaggio. L’epatite A si trasmette infatti tramite alimenti infetti come frutti di mare, verdure e acqua. Stai attento a quando utilizzi forbicine e rasoi ed altri strumenti appuntiti in comune con persone che non conosci: le epatiti B e C si trasmettono attraverso il sangue di un soggetto infetto. Avvertenza per tutti ma soprattutto per i bambini: non toccare MAI aghi o siringhe abbandonate, possono essere fonte di infezione!
  2. Adotta uno stile di vita che preveda un’alimentazione corretta e regolare attività fisica. Una dieta sana ed equilibrata permette di mantenersi in forma e di mantenere il fegato sano. Approfitta dell’estate per assumere frutta e verdura in abbondanza: sono fonte preziosa di vitamine (A e C), ferro, fibre ed acido folico. Riduci quanto puoi cibi grassi o fritti. Nel caso di una malattia cronica del fegato, inoltre, lo stile di vita e il controllo degli eccessi alimentari concorrono a limitarne l’evoluzione e a migliorare le risposte alle terapie. Se hai una malattia del fegato NON assumere alcolici di nessun tipo. Il controllo del peso e dell’accumulo di grassi nell’organo permette di prevenire malattie epatiche talvolta evolutive.
  3. Dieta equilibrata e controllo del peso corporeo. Se stai facendo una drastica dieta dimagrante in vista della spiaggia, falla sotto controllo medico per assicurarti di assumere tutte le vitamine e i minerali necessari. Il controllo del peso corporeo e la limitazione all’assunzione di calorie (cibi grassi e carboidrati in eccesso) prevengono l’accumulo di grasso nel fegato (steatosi) che costituisce la base di una possibile malattia evolutiva dell’organo.
  4. Consuma moderatamente vino e bevande alcoliche. Un bicchiere di vino o birra a pasto non pone problemi – salvo restrizioni in caso di altre patologie e in particolari condizioni (vedi punto 2). Fai attenzione a non mischiare MAI alcolici e farmaci, la loro combinazione può essere molto tossica per il fegato!
  5. Stai attento ai farmaci che assumi. Non abusare nell’uso dei farmaci e non eccedere nelle dosi indicate dal tuo medico o segnate sul foglietto illustrativo: tutti i farmaci passano attraverso il fegato e quantità in eccesso potrebbero essere dannose. Non mischiare MAI differenti farmaci senza il consiglio di un medico.
  6. NON assumere droghe di nessun tipo. Il rischio è molteplice: se vengono assunte droghe sintetiche possono provocare danni permanenti al fegato, a causa della loro elevata tossicità. Inoltre, se avviene uno scambio di siringhe, è possibile contrarre l’epatite B e C o anche il virus dell’immmunodeficienza umana (HIV) che può aggravare molte malattie di fegato. Fai attenzione a non mischiare MAI droghe e alcol: la loro combinazione può essere letale per il tuo fegato (e per te!).
  7. Fai attenzione quando fai piercing e tatuaggi. In estate spesso si presenta l’occasione per queste iniziative: ricorda che moltissime infezioni si trasmettono quando piercing e tatuaggi vengono realizzati con strumenti non sterilizzati. Controlla che chi esegue il tatuaggio o il piercing utilizzi strumenti monouso e sterili, in un ambiente pulito e non improvvisato.
  8. Evita rapporti sessuali a rischio non protetti.  Le malattie a trasmissione sessuale sono molte: tra queste è inclusa l’epatite B. Usa il profilattico nei rapporti a rischio.
  9. Vaccinati contro l’epatite B e contro l’epatite A. Dal 1991 la vaccinazione contro il virus B è obbligatoria per i bambini: chi ha meno di 25 anni è già immunizzato, tutti gli altri, se non sono immunizzati, possono comunque effettuarla.  Nel caso dell’epatite A, se non ci si è immunizzati spontaneamente, è opportuno effettuare il vaccino in occasione di viaggi in Paesi esotici o di permanenza in aree endemiche – in particolare nei soggetti già affetti da altre malattie epatiche. 
  10. Esegui controlli periodici del tuo sangue. Tramite gli esami del sangue è possibile controllare il livello di alcune sostanze presenti nel sangue - gli enzimi epatici - che rivelano lo stato di salute del tuo fegato. La maggior parte delle malattie epatiche, in particolare le forme croniche, sono asintomatiche, per cui chi ne soffre spesso non se ne accorge. I controlli aiutano a tenere monitorato lo stato di salute del fegato.

Associazione Italiana per lo studio del fegato (AISF) - 19/06/2008

GALENOsalute su RMC101

Anche oggi, ed è già la terza volta, siamo stati invitati da Debora nel suo programma Pass-Partout.

Debora75, cosi la trovate su internet, è una graziosissima ragazza che conduce su RMC101 un programma chiamato Pass-Partout dalle 12:05 in poi, dal lunedì al venerdì, all’interno del quale rubriche di ogni genere… dalla medicina e prevenzione all’arte e spettacolo, cucina, notizie e tant’altro ancora……

Questa nostra esperienza radiofonica ci permette di far conoscere la nostra Organizzazione, i nostri Servizi e gli Specialisti Ospiti a loro correlati.

Vi invitiamo pertanto ad ascoltare il programma “PASS-PARTOUT” di Debora che sicuramente Vi permetterà di approfondire le vostre conoscenze.

Oggi RMC 101, secondo la più recente indagine d’ascolto ufficiale AUDIRADIO, può contare su 74,000 ascoltatori, con un target molto variegato che abbraccia un po’ tutte le categorie.

Dott. Carlo Cottone, manager di GALENOsalute

 

 

Parliamo di Patologie Colorettali con …

Questa settimana tratteremo di PATOLOGIE COLORETTALI con il dott. Elio Sciarrino, docente della Scuola di Specializzazione in Gastroenterologia dell’Università di Palermo, nostro Ospite in GALENOsalute.

 

Le patologie colorettali sono spesso sottovalutate dagli stessi pazienti: i pregiudizi e la scarsa informazione possono impedire a chi è affetto da tali patologie di parlare con tranquillità al proprio medico e di sottoporsi ad una visita accurata. Le patologie colorettali possono, così, svilire la qualità della vita del paziente ed obbligarlo a sopportare fastidi il più delle volte risolvibili attraverso un semplice accertamento colonproctologico. E’ fondamentale, quindi, conoscerle e saper valutare i disturbi ad esse legati: cambiamenti della consistenza delle feci, disordini intestinali e piccole perdite di sangue possono sembrare sintomi banali, ma spesso sono segnali d’allarme da non trascurare, soprattutto per evitare la degenerazione verso malattie più serie.

Le patologie colorettali comprendono tutti quei disturbi che colpiscono la zona dell’ano e del retto: Intestino irritabile, Malattia diverticolare del colon, Morbo di Crohn, Colite ulcerosa, Ragade anale.

Tra queste parleremo della seconda, riservandoci se richiesto l’approfondimento delle altre.

La diverticolosi del colon è una condizione comune che affligge circa il 50% della popolazione occidentale entro i 60 anni e quasi tutti all’età di 80 anni. Solo una piccola percentuale di persone che hanno diverticolosi presentano sintomi, e soltanto per alcuni sarà necessario un intervento.

I diverticoli sono tasche che si sviluppano nelle pareti del colon, di solito nel sigma, o nel colon sinistro, ma possono interessare anche tutto il colon. La diverticolosi descrive la presenza di queste tasche. La diverticolite rappresenta l’infiammazione o le complicazioni di queste tasche.

Quali sono i sintomi?

I principali sintomi della malattia diverticolare sono: dolore addominale (solitamente nel quadrante addominale inferiore sinistro), diarrea, spasmo colico, variazione dell’alvo ed occasionalmente una severa emorragia rettale. Questi sintomi compaiono in una piccola percentuale di pazienti con questa condizione e talvolta sono difficili da differenziare dai pazienti affetti da sindrome da colon irritabile. La diverticolite - un’infezione del diverticolo - potrebbe causare uno o più dei seguenti sintomi: dolore, brividi, febbre, alterazione dell’alvo. Una sintomatologia più importante è presente nelle complicazioni più gravi come la perforazione con accesso o formazione di una fistola.

Qual è la causa della malattia diverticolare?

Indicazioni fanno presupporre che una dieta povera di fibre, attuata per molti anni causa un aumento della pressione nel colon che porta alla diverticolosi.

Come si tratta la diverticolosi?

La diverticolosi e la malattia diverticolare, solitamente, vengono opportunamente trattate con una dieta adeguata, e alcune volte con medicine che aiutano a controllare il dolore, lo spasmo colico e le variazioni dell’alvo. Aumentando il contenuto di fibre nella dieta (cereali, legumi, verdure, etc.) e qualche volta riducendo alcuni alimenti si riduce la pressione nel colon e queste complicazioni si manifestano più raramente. La diverticolite richiede una gestione più accurata. Casi moderati possono essere controllati senza ricovero in ospedale; questa decisione deve essere presa dal medico curante.

Il trattamento consiste in antibiotici presi per via orale, restrizioni nella dieta e il possibile uso di prodotti che rendano le feci più morbide. Casi più gravi necessitano del ricovero ospedaliero, gli antibiotici verranno somministrati via endovenosa e la dieta sarà limitata.

La maggior parte degli attacchi acuti possono essere risolti in questo modo. Il trattamento chirurgico viene riservato ai pazienti con attacchi ripetuti, casi severi o complicati e quando si avverte una debole riposta o, addirittura, nessun miglioramento dopo la terapia medica. Nella pratica chirurgica, di solito una parte del colon quasi sempre la sinistra o il sigma viene asportata e il colon è agganciato e anastomizzato un’altra volta al retto. Un recupero totale può essere prevedibile. Il normale funzionamento dei movimenti intestinali, spesso recuperato dopo tre settimane, può essere prevedibile.

Per ciò che concerne altri aspetti, peculiarità ed informazioni Vi invito a contattarci ed approfondire con i nostri ospiti Specialisti.

Dott. Carlo Cottone, Manager GALENOsalute

Perchè siamo gelosi?

Quando un oggetto ci appartiene gli diamo implicitamente più valore e siamo più restii a disfarcene o a prestarlo, proprio perché è nostro: più o meno evidente in ognuno di noi, questo comportamento ‘possessivo’ dipende da alcune regioni del cervello tra cui l’insula, centro delle emozioni. Lo rivela uno studio pubblicato sulla rivista Neuron da ricercatori della Università di Stanford. La scoperta è importante, non solo perché svela le basi del ’senso del possesso’, ‘della proprieta”, insite nel nostro cervello, ma anche perché spiega un’anomalia della teoria economica nota da anni.

Si tratta del fenomeno noto come ‘effetto dotazione’, spiega Brian Knutson che ha condotto gli esperimenti, un errore che porta a valutare di più un bene che possediamo rispetto allo stesso bene non nostro. Insomma la nostra natura fa sì che valga più un bene già nostro, parte della nostra dotazione, cosa che, se nel piccolo è solo fonte di qualche egoismo, in economia può influenzare l’attività dei mercati.

Gli esperti hanno riprodotto il fenomeno dando in dotazione a un grupo di volontari una serie di cose che potevano vendere, acquistando quelle di altri. Dal gioco di prezzi all’atto di queste compravendite e dall’analisi contemporanea dell’attività del loro cervello, è emerso che il livello dell’attività di un’area neurale, l’insula, è fortemente legato all’effetto dotazione, cioé a quanto ciascuno è possessivo. Infatti, conclude Kuntson, osservare l’attività dell’insula in questi giochi permette di indovinare quanto ciascuno sia suscettibile all’effetto dotazione, ovvero quanto sia possessivo.

fonte ANSAnews

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