Archivio per Aprile 2008

Il 25 aprile per noi ..

Per molti un giorno di gioia e di riposo dalla quotidianità, ma il 25 aprile in tutt’Italia sarà ricordato il 63° anniversario della Liberazione del nostro Paese dagli occupanti nazisti e dal governo fascista di Mussolini. Una pagina importante della storia italiana, che fu scritta grazie ai soldati alleati ma con il contributo determinante degli italiani (i partigiani, i militari, gli internati, i deportati), chiudendo il periodo buio della dittatura e aprendo la strada alla libertà, alla nascita della Repubblica e alla nuova Costituzione.

Facciamo memoria della nostra storia, proprio oggi che i fatti di cronaca del quotidiano ci immettono in un clima da far west.

 

GALENOsalute … idea-progetto!

GALENO Salute è una “idea-progetto” che ha iniziato la sua concretizzazione a Marsala nel 2006.

E’ una società di servizi che offre innovativamente lo “studio in affitto”: una lussuosa struttura sita nel centro storico della Città di Marsala, in via Edoardo Alagna 108, facilmente raggiungibile sia a piedi che in auto, con parcheggi in prossimità, dove poter esercitare la Professione Medica; a questo si aggiungono apparecchiature elettromedicali e non, conformi alle normative sanitarie vigenti ai fini dell’esercizio professionale ed anche un servizio di Segreteria ed Assistenza alla Clientela.

Domenica 04 maggio, dalle ore 15 alle ore 21 siamo lieti di presentare la nostra Struttura ed i nostri Servizi, venite a trovarci!!

 

 

 

L’ospedale del futuro? Un grande pronto soccorso con pochi posti letto

L’ospedale del futuro? Sarà un grande pronto soccorso, con pochi posti letto. Un attrezzato centro diagnostico a disposizione dei cittadini di quel territorio. In buona sostanza sarà una struttura lontana parente di quella attuale, destinata ad andare ‘in soffitta’. A pensarla così è circa l’80% dei medici italiani, pronti a mandare ‘in pensione’ l’attuale sistema ospedaliero. E’ quanto emerge da un sondaggio realizzato fra i camici bianchi da ‘Quotivadis’, quotidiano online di informazione medico-scientifica di Univadis. A pensare all’ospedale del futuro come ad un grande pronto soccorso è il 37% dei medici. Ad immaginarlo come un grande centro diagnostico a disposizione del territorio è invece il 36% dei camici bianchi. Non mancano però i conservatori. Dall’indagine è infatti emerso che c’è un nutrito numero di professionisti, il 19%, secondo cui l’attuale modello ospedaliero è corretto. Folta anche la rappresentanza di chi non prende posizione in merito. Ben il 9% dei medici infatti, a domanda, risponde: “non saprei”.

Parliamo di vertigini con …

Tratteremo di VERTIGINI con il dott. Leo Di Bartolo, medico specialista in Otorinolaringoiatria e Patologia cervico-facciale,  nostro Ospite in GALENOsalute.

La Vertigine Parossistica Posizionale (VPP) è la patologia che più frequentemente colpisce il labirinto, cioè quella parte dell’orecchio interno che è deputata al mantenimento dell’equilibrio. Essa è tipicamente caratterizzata da crisi di vertigini rotatorie, cioè così intense da far percepire al paziente un senso di rotazione dell’ambiente esterno, spesso associate a sintomi quali nausea, vomito, sudorazione fredda, palpitazioni. La vertigine è “posizionale” in quanto le crisi si ripetono ogni volta che il paziente esegue particolari movimenti del capo, come alzare e flettere all’indietro la testa o girarla bruscamente, l’atto di chinarsi per raccogliere qualcosa o di allacciarsi le scarpe. L’esordio della vertigine è, nella maggior parte dei casi, mattutino o notturno, al momento di mettersi seduti o di coricarsi o anche di girarsi nel letto. La VPP è dovuta ad un disturbo della meccanica del labirinto. All’interno dell’organo dell’equilibrio esistono diverse zone sensoriali che hanno la funzione di rilevare i movimenti del capo nello spazio: le “macule acustiche” dell’utricolo e del sacculo, deputate al rilevamento delle accelerazioni lineari e le “creste ampollari” dei canali semicircolari, deputate al rilevamento delle accelerazioni angolari. Le macule sono costituite da un gruppo di cellule sensoriali sovrastate da microcristalli di carbonato di calcio chiamati “otoliti”. Essendo questi ultimi dei corpi pesanti, rendono le cellule sottostanti sensibili alle variazioni della forza di gravità. Le creste ampollari, al contrario, non sono dotate di corpuscoli pesanti e perciò non sono assoggettate alle leggi di gravità. Per cause ancora poco note, può accadere che si verifichi un distacco patologico di otoliti dalle macule, e che gli ammassi di questi corpuscoli pesanti penetrino all’interno di uno dei canali semicircolari o si depositino su una delle creste ampollari. In tale condizione, quando il paziente muove la testa sul piano del canale nel quale i detriti otolitici sono penetrati, induce una sollecitazione del tutto anomala della zona nervosa dei canali, la cui conseguenza è la comparsa della crisi di vertigine. In alcuni casi l’andamento naturale della malattia è quello di guarire spontaneamente, perché accade che gli ammassi di detriti riescono ad uscire dal canale, dopo un periodo più o meno lungo di tempo. Vi sono però casi in cui la guarigione spontanea non avviene mai del tutto o comunque il paziente è costretto a sopportare le vertigini posizionali per un periodo troppo lungo. Il grande e rapido successo che si ottiene con le terapie fisiche rende peraltro insensato non farvi ricorso, abbreviando il fastidio al paziente con VPP che, anche se è affetto da una patologia del tutto benigna, soffre comunque di una delle vertigini più intense che possano esistere. La terapia prevede l’utilizzazione delle così dette “manovre liberatorie”, il cui scopo è quello di espellere l’ammasso di otoliti dal canale utilizzando pochi movimenti specifici, che sfruttano l’accelerazione e la forza di gravità. I risultati delle manovre liberatorie sono in molti casi estremamente soddisfacenti ed, in mani esperte, il 70-80% dei pazienti risolve il suo problema con una singola seduta. Nel 20-25% dei restanti casi la guarigione si ottiene con la ripetizione di altre manovre liberatorie. L’alternativa è una terapia fisica che il paziente esegue a domicilio, anche più volte al giorno, indicata dettagliatamente dal medico al momento della prima visita ed il cui successo viene controllato a distanza di due-tre settimane. Per i casi eccezionali resistenti alle terapie fisiche esiste anche la possibilità di una terapia chirurgica che consiste nel blocco meccanico del canale semicircolare interessato. Questa soluzione è da riservarsi ai casi di “stato vertiginoso”, nei quali cioè le vertigini sono molto intense e continue senza alcun accenno alla remissione.

Per ciò che concerne altri aspetti, peculiarità ed informazioni Vi invito a contattarci ed approfondire con i nostri ospiti Specialisti.

Dott. Carlo Cottone, Manager di GALENOsalute

Parliamo di Varici con …

Con la collaborazione del dott. Guido Ricevuto, medico specialista in Chirurgia Vascolare ed in Chirurgia Generale, nostro Ospite in GALENOsalute, parleremo di VARICI.

Le varici degli arti inferiori sono una patologia molto frequente specie nel sesso femminile, ove si calcola che incidano nel 20% circa della popolazione. Hanno spiccata tendenza a presentarsi con costanza nelle famiglie che tramandano una predisposizione genetica, amplificata dallo stile e dalle abitudini di vita nonché dall’attività lavorativa dei singoli pazienti. Altro fattore scatenante la malattia varicosa nei pazienti predisposti sono in genere le gravidanze multiple e ravvicinate nonché l’uso prolungato di anticoncezionali orali e l’obesità.

Le varici possono rappresentare un lieve problema prevalentemente estetico, quando si limitano a manifestarsi come un diffuso reticolo venoso superficiale, oppure possono configurarsi nella così detta sindrome varicosa, quando si associano ad importante stasi venosa periferica. In tal caso i sintomi più frequenti sono rappresentati da pesantezza ed edemi (gonfiore) degli arti inferiori, prurito alle caviglie, comparsa di macchie brune o rossastre nella zona malleolare.

La persistenza per anni della patologia porta alla comparsa delle complicane di cui le più frequenti sono le tromboflebiti dei gavoccioli (vene dilatate e tortuose) varicosi, e le ulcerazioni della cute della zona perimalleolare. Più raramente si verificano fenomeni embolici. Purtroppo i danni provocati da anni di persistenza della malattia varicosa spesso non regrediscono.

E’ importante pertanto che tutti i soggetti con familiarità positiva per la malattia nonché tutti coloro che iniziano a lamentare i sintomi già riferiti si sottopongano ad esame medico o a metodologie diagnostiche non invasive (Ecocolordoppler) al fine di raggiungere una diagnosi precoce ed un trattamento tempestivo.

Il trattamento delle varici può essere conservativo o chirurgico.

Il trattamento conservativo è indirizzato agli stadi più iniziali della malattia e si concreta nell’assunzione di abitudini di vita adeguate, quali il riposo notturno con arti sollevati, l’uso invernale di calze elastiche preventive, la terapia medica con flebotonici, l’incoraggiamento alla deambulazione, ed infine nella scleroterapia.

La scleroterapia rappresenta una tecnica conservativa che attraverso l’iniezione di un farmaco sclerosante direttamente nella varice ne oblitera il lume vasale. Pur non rappresentando un trattamento definitivo contribuisce ad attenuare sia l’impatto visivo della patologia che l’entità della stasi venosa periferica.

Nei casi di coinvolgimento dei principali assi venosi del circolo superficiale degli arti inferiori (vene safene) è invece indicata la terapia chirurgica. Essa prevede l’asportazione o l’obliterazione degli assi safenici dilatati, mediante differenti tecniche quali lo stripping della vena, od il trattamento con laser o radiofrequenza per via endovascolare.

Non esiste un momento più efficace per trattare le varici né un’età limite oltre la quale questa patologia non possa essere trattata.

La presenza di varici va in linea di principio sempre risolta in quanto infatti esse non solo rappresentano una fonte di disagio e di sofferenza di per sé, ma rappresentano un fattore di rischio per la malattia tromboembolica in tutti gli interventi in cui è prevedibile una lenta ripresa dei movimenti (chirurgia ortopedica), o in tutte le condizioni in cui si trattino dei pazienti poco mobili per patologie quali artropatie, obesità, esiti invalidanti di ischemie cerebrali, postumi di gravi traumi stradali.

Per ciò che concerne altri aspetti, peculiarità ed informazioni Vi invito a contattarci ed approfondire con i nostri ospiti Specialisti.

Dott. Carlo Cottone, manager GALENOsalute

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