Questa settimana tratteremo di RIABILITAZIONE VESTIBOLARE con il dott. Leo Di Bartolo, medico specialista in Otorinolaringoiatria e Patologia cervico-facciale, esperto in Vestibologia, nostro Ospite in GALENOsalute.
Nei miei precedenti articoli pubblicati su “Marsala C’è” ho affrontato due diversi argomenti inerenti ai disordini vestibolari di grande impatto sociale non foss’altro che per la loro elevata incidenza sulla popolazione, ovvero la “vertigine parossistica posizionale” e la “malattia di Meniere” ed ho sempre fatto riferimento, seppure in maniera superficiale, ad una modernissima strategia terapeutica che permette all’otoneurologo di risolvere, spesso in modo definitivo o, in ogni caso, di attenuare di molto, i problemi di disequilibrio che affliggono molte persone colpite da patologie vestibolari sia periferiche che centrali: la riabilitazione vestibolare, un concetto che merita a mio parere di essere approfondito. Una corretta riabilitazione infatti consente di ridare a pazienti con pessime qualità di vita (la mancanza di equilibrio è una condizione altamente invalidante) condizioni di vita nettamente migliori. La maggior parte dei problemi di disequilibrio è legata ad una serie di patologie che determinano disfunzioni di vario grado a carico dell’apparato vestibolare, vale a dire del principale sistema sensoriale utilizzato dall’organismo per regolare la postura, cioè la corretta posizione del corpo nello spazio: in una parola, l’equilibrio. La strategia riabilitativa è finalizzata, in funzione del danno esistente e delle patologie in atto, a riprogrammare la funzione dell’equilibrio per far sì che il cervello possa utilizzare non il sistema vestibolare (mal funzionante) ma, in sua vece, altri sistemi sensoriali ancora funzionanti. Il mantenimento della corretta postura si basa infatti su informazioni che provengono per la maggior parte dal sistema vestibolare. Tali informazioni vengono inviate ai nuclei vestibolari che, a loro volta, le trasmettono al cervello. In realtà ai nuclei vestibolari non giungono unicamente informazioni labirintiche, ma anche segnali che provengono dall’apparato visivo e propriocettivo. Mentre tutti conoscono la funzione visiva e ne intuiscono l’importanza ai fini del mantenimento dell’equilibrio, pochi conoscono l’apparato propriocetivo. Per chiarire questo concetto mi avvarrò di un semplice esempio: in questo momento sono seduto ad un tavolo con le gambe incrociate e sto scrivendo al computer, ma non ho bisogno di guardarmi le gambe per conoscerne la posizione. Come mai? La spiegazione sta nel fatto che dai tendini, dai muscoli e dalle articolazioni, partono continuamente informazioni che raggiungono il cervello e lo informano di come è disposto il corpo nello spazio. Questa è la propriocezione, cioè quella funzione sensoriale che, sfruttando prevalentemente le sollecitazioni indotte dalla forza di gravità, informa costantemente il cervello sulla posizione del corpo nello spazio. In condizioni normali il cervello per mantenere l’equilibrio utilizza quasi esclusivamente informazioni provenienti dall’apparato vestibolare; gli altri input sensoriali (visivi e propriocettivi) hanno unicamente un ruolo di completamento dell’informazione, e quindi una funzione del tutto marginale. Appare pertanto logico che qualora si verifichi un danno labirintico il paziente manifesti disequilibrio o vertigine. In questo caso infatti non possono più arrivare al cervello le fondamentali informazioni vestibolari ed il sistema nervoso centrale può utilizzare unicamente informazioni visive e propriocettive, vale a dire informazioni a cui era solito assegnare scarsa rilevanza. Il risultato di tutto ciò è che il sistema posturale non è in grado di funzionare in modo corretto. E’ proprio a questo livello che si inserisce la riabilitazione vestibolare; tale tecnica infatti, mediante una serie di esercizi e condizionamenti, insegna al cervello ad utilizzare per il mantenimento dell’equilibrio non le informazioni vestibolari ma le informazioni visive e propriocettive. Quando si riesce a raggiungere tale obiettivo il problema della mancanza di equilibrio è in gran parte risolto. Infatti il cervello, avendo imparato ad utilizzare informazioni provenienti da sistemi sensoriali integri (visivo e propriocettivo), può nuovamente elaborare una corretta strategia posturale e quindi garantire al paziente un equilibrio del tutto soddisfacente.
Per ciò che concerne altri aspetti, peculiarità ed informazioni Vi invito a contattarci ed approfondire con i nostri ospiti Specialisti.
Dott. Carlo Cottone, Manager GALENOsalute






