Si potrebbe definire la rivincita dei dormiglioni: ogni ora di sonno in più rafforzerebbe il cuore contro il pericolo di calcificazione coronarica. È quanto emerge dallo studio pubblicato su The Journal of the American Medical Association dai ricercatori dell’Università di Chicago, secondo cui la durata del sonno è correlata con lo sviluppo di diversi problemi cardiaci. I disturbi coronarici si manifestano con la formazione di “placche“, composte da calcio, che si formano all’interno delle arterie restringendone le pareti e ostacolando il fluire del sangue verso il cuore. La calcificazione coronarica sarebbe dunque connessa con lo sviluppo di infarto e di altri disturbi cardiaci.
Lo studio. La ricerca è stata condotta su 495 persone di mezz’età nell’arco di cinque anni, che, all’inizio dello studio, hanno fornito informazioni sulle loro attività ed abitudini, sul consumo di alcol e fumo, sulla durate del sonno e, infine, sono stati sottoposti alla Tac delle arterie coronariche. I ricercatori hanno anche rilevato che la maggiore parte dei partecipanti dormiva circa sei ore a notte, soltanto pochi soggetti riposavano più di otto ore. Dopo cinque anni i partecipanti sono stati sottoposti ad un’altra Tac, che ha evidenziato come il 12% di loro aveva sviluppato una calcificazione coronarica, soprattutto coloro che dormivano poche ore durante la notte. Al contrario, le persone che dormivano più a lungo avevano meno probabilità di sviluppare questo disturbo: per ogni ora di sonno in più l’eventualità si riduceva del 33%. Secondo i ricercatori lo studio dimostrerebbe la correlazione tra durata del sonno e la calcificazione delle arterie, pertanto sarebbe opportuno svolgere ulteriori ricerche in grado di confermare come si possa ridurre il rischio di incorrere nei problemi cardiaci prolungando la durata del sonno.






