Archivio per Febbraio 2009

Parliamo di Cisti Ovariche con …

Tratteremo di CISTI OVARICHE con la dott.ssa Lucia Fiorella, medico specialista in Ostetricia e Ginecologia, presso la Casa di Cura Sant’Anna di Casa Santa ad Erice (TP), nostro Ospite in GALENOsalute.

sala ecografieLe cisti ovariche sono piccoli sacchetti circondati da una parete, di solito a contenuto liquido e localizzati su una o su entrambe le ovaie. Talvolta le cisti non contengono liquido ma corpuscoli ed in questo caso si presentano come formazioni solide. Le cisti ovariche rappresentano una delle patologie ginecologiche più diffuse e interessano soprattutto le donne in età fertile ma possono comparire anche durante l’adolescenza o dopo l’insorgenza della menopausa.

Esistono diverse forme di cisti ovariche con origini e manifestazioni diverse: per questo motivo, prima di procedere con il trattamento, il medico dovrà identificare il tipo di cisti che ha sviluppato la paziente.
Le cisti liquide più frequenti sono quelle denominate funzionali la cui formazione è correlata ad alterazioni ormonali del ciclo ovulatorio: queste cisti sono formazioni benigne e generalmente transitorie perché tendono a riassorbirsi spontaneamente nel giro di poche settimane.

Le cisti funzionali possono essere a loro volta suddivise in:

  • follicolari, che si formano quando un follicolo (particolare struttura localizzata nell’ovaio dove matura la cellula uovo) al momento dell’ovulazione non va incontro alla fisiologica rottura ma si accresce e si riempie di liquido
  • luteali, che si formano quando il corpo luteo, che si origina dalla trasformazione del follicolo dopo l’ovulazione, non si riassorbe ma si gonfia riempiendosi di liquido o di sangue.

Esistono anche cisti non funzionali, denominate organiche, le più comuni delle quali sono le cisti dermoidi, che si originano da un residuo di tessuto embrionale e che possono contenere al loro interno frammenti di pelle, di ossa, di capelli e di cartilagine.

Sintomi | Le cisti ovariche sono spesso asintomatiche ma in alcuni casi possono determinare l’insorgenza di alcuni sintomi, quali:

  • dolori addominali
  • ciclo mestruale non regolare
  • dolore durante i rapporti sessuali
  • difficoltà nell’urinare
  • sensazione di pesantezza al ventre.

Inoltre, quelle particolarmente grandi possono anche andare incontro a rottura creando nella paziente una condizione dolorosa e pericolosa. Naturalmente se una donna lamenta la comparsa di alcuni di questi sintomi è prudente che si rivolga tempestivamente al proprio medico. Proprio perché la presenza di cisti ovariche può frequentemente essere asintomatica e passare inosservata si raccomanda di sottoporsi regolarmente a specifici controlli medici.

Diagnosi e trattamento | Per una corretta diagnosi è sufficiente una visita ginecologica unitamente all’effettuazione di un’ecografia pelvica e/o transvaginale, esami fondamentali per ottenere preziose informazioni sulla natura della cisti.
Le cisti funzionali, molto frequenti e di natura benigna, non richiedono nella maggior parte dei casi nessun tipo di trattamento perché si riassorbono spontaneamente. Nel caso la cisti non venga eliminata spontaneamente si ricorre in genere alla somministrazione della pillola anticoncezionale la quale, arrestando il funzionamento delle ovaie, favorisce il riassorbimento della cisti. Se la cisti non scompare, se tende ad aumentare di dimensioni, se provoca nella paziente sintomi marcati e fastidiosi si procede all’asportazione chirurgica.

Nel caso in cui le indagini diagnostiche rivelino invece la presenza di una cisti non funzionale il medico potrebbe consigliare l’effettuazione dell’intervento chirurgico per rimuovere la cisti ed eliminare l’eventuale possibilità che nel tempo possa trasformarsi in una formazione maligna.

Quando è possibile, l’operazione per l’asportazione delle cisti ovariche viene eseguita in laparoscopia, intervento che prevede l’effettuazione di tre piccoli fori sotto l’ombelico attraverso i quali vengono inseriti gli strumenti chirurgici. In presenza di particolari condizioni (per esempio dimensioni notevoli della cisti, obesità della paziente, natura maligna della cisti) si preferisce eseguire una laparotomia che prevede l’esecuzione di un’incisione sull’addome con una tecnica simile a quella utilizzata per il parto cesareo.

Per ciò che concerne altri aspetti, peculiarità ed informazioni Vi invito a contattarci ed approfondire con i nostri ospiti Specialisti.

Fibromialgia: la malattia sconosciuta parte dall’ippocampo

Una disfunzione del sistema nervoso centrale: potrebbe essere questa la causa alla base della fibromialgia. Ad affermarlo, è uno studio pubblicato su The Journal of Pain dai ricercatori della Louisiana State University, secondo cui il dolore fisico che affligge le pazienti affette da questa patologia potrebbe essere associato alla presenza di anomalie cerebrali in risposta ad esperienze stressanti.

L`ippocampo è una regione del cervello che può essere stimolata da una varietà di patologie legate agli effetti dello stress, tra cui proprio la fibromialgia, un disturbo che provoca l`insorgenza di un dolore diffuso in tutto l`organismo. Nonostante le cause della malattia siano ancora in parte sconosciute, molti studiosi ritengono che alla basa vi sia il coinvolgimento del sistema nervoso centrale.

Per confermare questa ipotesi, i ricercatori americani hanno analizzato le scansioni cerebrali di 16 pazienti affette da fibromialgia e di 8 donne sane della stessa età tramite la risonanza magnetica spettroscopica. Gli studiosi si proponevano di verificare il ruolo svolto dall`ippocampo in risposta ai sintomi della fibromialgia, in particolare la percezione del dolore, la cognizione e la modulazione della risposta del sistema nervoso centrale allo stress.

Dai risultati è emerso che l`esposizione cronica a eventi stressanti produce un aumento dell`attività ippocampale che, secondo gli esperti, potrebbe essere connessa all`intensa sensazione di dolore (o iperalgesia) sperimentata dalle pazienti affette da fibromialgia.

Secondo gli specialisti, dunque, la causa della fibromialgia potrebbe essere ricondotta ad alcune anomalie del sistema nervoso: la iperstimolazione dell`ippocampo inibirebbe l`attività cerebrale che regola le reazioni allo stress, e di conseguenza abbasserebbe la soglia della percezione del dolore, dando vita alla iperalgesia che caratterizza la fibromialgia.

fonte salute24.it

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Uova: contrordine, si possono mangiare spesso

uovaMangiare uova regolarmente non fa innalzare i livelli di colesterolo. A smontare una credenza largamente diffusa, arriva uno studio dell’University of Surrey, secondo cui la maggior parte delle persone potrebbero mangiare uova a piacimento senza avere danni alla salute. E’ comunemente diffusa la credenza che non bisognerebbe superare le tre uova a settimana. E invece, secondo lo studio pubblicato sul British Nutrition Foundations’ Nutrition Bulletin, per il colesterolo risultano molto piu’ nocivi i grassi saturi (quelli che si trovano, per esempio, nel burro). Secondo gli esperti, le uova dovrebbero invece costituire una costituente fondamentale della, perche’ particolarmente ricchi di preziosi principi nutritivi. Tra l’altro, se e’ vero che un elevato livello di colesterolo puo’ causare seri problemi cardiaci, e’ altrettanto vero che solo un terzo del colesterolo deriva dalla dieta: ad elevarne i livelli infati sono anche il fumo, il sovrapeso e la mancanza di attivita’ fisica.

fonte AGI Salute

Procreazione, 80% coppie critiche.

Otto coppie su 10 che accedono ai centri di fecondazione artificiale ’si sentono svantaggiate’ rispetto alle coppie di altri Paesi. Il dato emerge da un’indagine del Censis presentata a Roma. Il 77% e’ convinto che la legge penalizzi le coppie con minori possibilità economiche. Per il 77,4% la legge 40 ha ridotto le loro probabilità di diventare genitori e il 71% ritiene che si preoccupi troppo degli aspetti etici.

 

fonte ANSA.it

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Medici italiani scontenti, 4 su 10 farebbero altro

Medici italiani con il ‘muso lungo’: circa 4 su 10, se potessero ricominciare, farebbero altro. Non specificano esattamente cosa, ma il 38%, se potesse tornare indietro, non indosserebbe più il camice bianco. E’ quanto emerge da un sondaggio realizzato da ‘Quotivadis‘, quotidiano online di informazione medico-scientifica di Univadis. A fronte di un 38% di ‘pentiti’ della medicina, c’è un 62% che non si pente del giuramento d’Ippocrate. Anche tra loro, però, non mancano gli scontenti. Il 30% dei medici, sempre se potesse utilizzare la ‘macchina del tempo’, farebbe lo specialista ospedaliero. Il 19% opterebbe per il medico di famiglia, mentre il 13%, senza dubbio, si dedicherebbe solo all’attività privata.
fonte Adnkronos Salute

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